SENI FLOREALI? NO! SCEGLIAMO IMMAGINI VERE E AMICHE DELL’ALLATTAMENTO

Comunicato stampa del Movimento Allattamento Materno Italiano Odv

Da qualche tempo rimbalza fra i social un articolo con tanto di rappresentazione grafica di un seno in allattamento; l’immagine è davvero suggestiva: muscoli e dotti rappresentati come un fiore a corolla del capezzolo.
Nonostante sia innegabile la poesia di un meccanismo meraviglioso come quello della lattazione … purtroppo non si tratta di un’immagine veritiera.
Il MAMI ritiene che sia importante far passare un messaggio corretto sull’anatomia e funzionamento del seno perché da qui si pongono buone basi per la riuscita dell’allattamento.
Il tessuto ghiandolare della mammella è formato da una complessa rete che, se proprio vogliamo trovare una somiglianza iconica, sembra ricordare un grappolo d’uva.
Al suo interno piccole centrali di produzione, gli alveoli si raggruppano in lobi e lobuli che assomigliano agli acini del grappolo d’uva.
Dai lobuli il latte procede attraverso una fitta rete di dotti lattiferi fino al capezzolo… per il consumatore finale, il bambino!
L’immagine del “seno floreale” dell’articolo virale mostra al lettore una struttura ordinata e geometrica mentre nella realtà i tessuti di un seno in allattamento sono complessi, intricati e soprattutto unici per ogni donna!
Eppure immagini simili si trovano anche su libri di anatomia ancora in stampa.
L’errore nasce intorno alla metà dell’800, epoca in cui l’anatomia era studiata solo attraverso le autopsie:
i dotti mammari delle puerpere decedute venivano iniettati con della cera che riempiva gli spazi in modo non omogeneo creando sacche più consistenti e zone più sottili, da qui l’idea che esistessero una specie di “ampolle” (i “petali” del disegno diffuso sui social) deputate al contenimento del latte prodotto, prima che venisse convogliato nei dotti.
Questo concetto, oltre a non essere anatomicamente corretto, non è amico dell’allattamento perché rimanda ad un’idea di seno pieno/vuoto in cui il latte può esserci oppure no, come se il seno fosse un contenitore e non una centrale di produzione.
Abbiamo bisogno di post virali, di articoli condivisi e rimbalzati sul web… ma di quelli ben fatti!
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