Un’inchiesta del Guardian e di Save the Children UK scova le aziende della formula che non rispettano il codice internazionale nelle aree svantaggiate delle Filippine

Un’inchiesta del Guardian e di Save the Children UK scova le aziende della formula che non rispettano il codice internazionale nelle aree svantaggiate delle Filippine e che prendono di mira le madri che possono permetterselo meno

Le aziende produttrici di sostituti di latte materno continuano a usare metodi aggressivi, e spesso illegali per incoraggiare le madri nelle zone più povere del mondo a scegliere la formula per nutrire i propri bambini.

Un’indagine del Guardian e di Save the Children UK in alcune delle aree più povere delle Filippine ha rilevato che Nestlé e altre aziende, violando la legge filippina e usando metodi aggressivi offrivano a medici, ostetriche e operatori sanitari locali, viaggi gratuiti per sontuose conferenze, pasti, biglietti per spettacoli e cinema e persino gettoni per il gioco d’azzardo, guadagnando la loro lealtà.

È stato inoltre riscontrato che il personale ospedaliero raccomandava specifiche marche di formula nelle liste degli “acquisti essenziali” consegnate alle neo mamme. La pubblicità mirata su Facebook e le collaborazioni con le influenti mamme blogger indicano che le madri sono esposte ad una promozione della formula più sregolata che mai.

Le campagne pubblicitarie televisive per il latte di proseguimento di marchi come Bonna – che ritraggono il “Bonna kid” come un bambino che è più intelligente e ha successo nella vita – hanno rinforzato l’dea delle madri che questi prodotti non sono solo positivi per la salute del bambino, ma rafforzeranno il loro QI e le loro prospettive future.
Le madri spendono tre quarti del loro reddito in formula, spesso rinunciando loro stesse a nutrirsi.
Una madre Ghi Jayona dice:
Non ho mangiato solo per poter nutrire il bambino. Ci sono stati alcuni giorni in cui non ho mangiato nulla. E Nestogen è costoso, quindi non potevo sempre darlo alla mia bambina quando aveva fame, le davo solo mezzo biberon, quattro volte al giorno “

La casa di Icawat – fatta di compensato scartato, lamiera ondulata e fogli di plastica – siede su palafitte sopra acque infestate dalla spazzatura. Non ha acqua corrente o elettricità e la madre ha ammesso di aver avuto difficoltà a sterilizzare i biberon e preparare la formula con acqua molto calda.

Il rapporto di Save the Children UK dice che le aziende stanno violando sistematicamente il codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno, con conseguenze devastanti per la salute e la mortalità infantile e mostra come la campagna pro-formula sia globale.

In Messico, dove solo il 31% dei bambini è allattato esclusivamente per i primi sei mesi, il 50% delle madri ha dichiarato di aver ricevuto una formula dal proprio medico, mentre in Cile il 75% di medici, infermieri e ostetriche negli ospedali ha riferito di visite dei rappresentanti della formula.
Nelle dichiarazioni al Guardian , tutte le aziende hanno negato qualsiasi illecito.

Anche MAMI e Ibfan Italia, alla domanda se si sta vincendo la battaglia per l’allattamento rispondono come il dott. Amado Parawan, che ha lavorato per 20 anni con Save the Children nelle Filippine per sostenere l’allattamento “Non so se stiamo vincendo, ma non smetteremo di combattere. Crediamo che alla fine del tunnel ci sia la luce”

Liberamente tratto da The Guardian

Scarica qui il Rapporto di  Save the Children UK

 

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